Our Blog

CORSA NATURALE

CORSA NATURALE

La corsa naturale, in realtà dovrebbe chiamarsi semplicemente Corsa!

Ma, visto che la corsa odierna, ha subito delle modificazioni e vi sono correnti di pensiero discutibili, nelle quali s'insegna alle persone a correre.

E' nata l'esigenza d'affiancare al termine corsa la parola naturale, per far comprendere, il modo con cui i nostri piedi dovrebbero toccare il terreno per non andare incontro a dei traumi. 

In più i nostri stili di vita, ci hanno portato ad assumere delle posture scorrette ed a perdere molte abilità, che la nostra specie ha sin dalla nascita, ma che poi non mantenendole in funzione perde.

Correre è un'abilità, uno schema motorio che la specie umana ha impresso nel proprio DNA, ma che per tutta una serie di motivazioni legate anche ai nostri stili di vita, abbiamo disimparato.

Nata come abilità, la corsa è finita per diventare una tecnica, in quanto per rieducare il nostro corpo alla corsa naturale, dobbiamo fare un lavoro su di esso, per portarlo a tornare ad essere quello per cui era nato o per arrivare per lo meno a limitare i danni, generati dalle nostre cattive abitudini culturali.

Molto spesso, la corsa naturale,  viene accostata al "barefoot", ovvero alla corsa a piedi nudi o al minimalismo, ovvero all'utilizzo di calzature che permettano una sensibilità che rende la corsa simile a quella a piedi nudi.

Le cose son collegate, in quanto con la corsa naturale, si và ad analizzare nel dettaglio quella che è la funzione del nostro piede nel gesto della corsa, quale siano le sue funzioni e  soprattutto le sue capacità elastiche e quindi una calzatura flessibile può aiutare la fascia del piede a sfruttare le sue doti elastiche (sempre se il piede è idoneo).

Ma purtroppo, per quanto riguarda il nostro sistema nervoso, nessuno strumento può rivelarsi più efficiente del nostro piede nudo, per trasmettere con i giusti tempi le vibrazioni generate dall'impatto con il terreno, ai nostri muscoli.

Anche una scarpa, seppur minimalista, creerà comunque dei ritardi di attivazione neuro-muscolare, che non sempre porteranno ad infortuni nel breve-lungo termine, ma che meriterebbero, da parte del corridore uno studio ed un'analisi, soprattutto per comprendere quei piccoli e ciclici traumi ai quali va spesso incontro e dei quali molto spesso non vengono comprese le origini.

Il nostro piede dovrebbe svolgere una funzione simile a quella di una molla.

Una scarpa molto rigida impedisce al piede di sfruttare questa sua capacità, che nel tempo viene persa e questo è uno dei fattori che può favorire l'insorgere di traumi. 

Il piede ha un ruolo molto importante nel gesto della corsa, ma non è l'unico fattore da prendere in considerazione.

Nella corsa naturale, vengono presi in esame vari aspetti, ve ne elencherò e descriverò brevemente alcuni:

- Postura: la quale deve essere retta, le spalle devono essere incassate ed il bacino non deve stare troppo basso; bacino, spalle e testa devono essere allineati. I nostri piedi sono attaccati al terreno per effetto della forza di gravità, mantenere il nostro corpo allineato permette una corretta distribuzione delle forze e quindi un maggior equilibrio ed economia. Ovviamente non si può piegare la postura con la semplice forza di volontà. Ognuno ha la propria, che è il risultato del proprio vissuto e per riequilibrarla, là dove ce ne fosse necessità, sarebbe opportuno farsi guidare da degli specialisti;

- Movimento delle braccia: dove le spalle stanno ferme e si lavora prevalentemente sui gomiti e si cerca di evitare o per lo meno ridurre al minimo i momenti oscillanti laterali, i quali se generati possono minare l'economia del gesto;

- Movimento delle gambe: il quale dovrebbe essere "simile ad una corsa calciata", simile in quanto è un semplice richiamo, dove i piedi vanno verso i glutei per poi compiere una rotazione in senso antiorario tornando in avanti;

- Fase d'atterraggio del piede: che deve essere di avampiede. Se un atleta atterra di tallone, non è consigliabile forzare l'atterraggio, ma di intraprendere un percorso graduale di transizione, guidati da degli specialisti, per rieducare la muscolatura coinvolta nel "nuovo atterraggio".

 

 

 

Molti podisti s'avvicinano alla corsa per caso, chi per perdere peso, chi per cercare qualcosa che nemmeno lui sà.

Ogni podista ha la sua storia unica, che può raccontare appassionatamente ed una delle cose belle del mondo della corsa è che siamo tutti un pò spartani ed autodidatti.

Quando ci avviciniamo alla corsa, nella maggior parte delle realtà podistiche, la prima cosa che in molti chiedono ed una delle prime che spesso ci vengono poste sul piatto d'argento sono i programmi d'allenamento.

Cosa molto utile ed importante, ma a mio avviso, la prima cosa che dovrebbe essere presa in considerazione è come corriamo.

Anche perchè, allenarsi compiendo un gesto scorretto, è la via giusta per andare incontro a traumi.

 

Perchè passare o meglio tornare alla Corsa Naturale?

Per quella che è la mia esperienza personale, posso solo dirvi che, da quando ho iniziato questo percorso, mi son reso conto che quello che facevo prima non era correre ed ho provato un enorme piacere nel compiere questo gesto in una maniera più fluida e pulita, che mi ha rimesso in contatto con la terra sotto ai miei piedi.

E' stato come rinascere alla corsa ed iniziare una nuova avventura, un nuovo entusiasmante percorso nel quale si acquisisce una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, nel quale anche lo sforzo viene vissuto in maniera più naturale e ci si sente più padroni del proprio corpo e più connessi con le funzioni alle quali esso è stato adibito da Madre Natura.

Paolo Iavagnilio



No Responses

Leave a Reply