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LEGGI PER SPORT OUTDOOR

LEGGI PER SPORT OUTDOOR

Quali sono le leggi che regolamentano le attività in mezzo alla natura?

Confrontandomi con gli addetti ai lavori delle varie attività outdoor, spesso vi è confusione su alcuni concetti.

La confusione spesso nasce davanti ad una semplice parola, che è: ACCOMPAGNAMENTO!

Per motivi di titoli e professioni, spesso si sente dire che, solo alcune persone sono autorizzate ad accompagnare lungo i sentieri.

E la risposta è giusta, gli accompagnatori certificati, sono autorizzati ad operare ed hanno ricevuto adeguata formazione per farlo.

Ma allora come facciamo noi comuni mortali a promuovere i nostri sport?

Mi pare abbastanza assurdo, sentir dire che una Guida Ambientale Escursionistica, una Guida CAI o una Guida Alpina, siano le uniche figure titolate ad avvicinare le persone ad una attività lungo i sentieri.

Sarebbe come dire, parallelamente al mondo dell'Atletica Leggera, che solo un Tecnico Fidal può portare la gente a correre.

Sarebbe più corretto dire, che alcune cariche ci tutelano ed autorizzano ad utilizzare dei protocolli, per operare ai fini lavorativi.

Ma per altri fini, chiunque impari e conosca le normative ed il codice civile, può per mezzo del buon senso, praticare qualsiasi attività, assumendosi le proprie responsabilità.

L'importante è che le persone non vadano a sostituirsi alle figure professionali riconosciute. Si avvicina le persone allo sport che si pratica, non si portano a fare qualcosa di diverso dai fini previsti dalla nostra attività specifica.

Pensiamo alle tante attività che si svolgono in mezzo alla natura:
- Mountain Bike
- Trail Running
- Nordic Walking
- Soft Air
- Equitazione
- Sci
- Arrampicata
- Alpinismo
- Escursionismo

Tutte attività specifiche, che hanno dei rischi specifici, che devono essere individuati dai dirigenti delle varie associazioni.

Ciò che rappresenta una linea guida, un minimo comun denominatore tra queste attività, è definito in parte dalle varie leggi sull'escursionismo.

I regolamenti sull'escursionismo, che spesso variano da regione a regione, danno preziosi spunti su quelli che dovrebbero essere i comportamenti da tenere in mezzo alla natura, come ad esempio:
- definizione del percorso, distanza, profilo altimetrico, dislivello complessivo, natura del suolo;
- durata prevista;
- condizioni metereologiche previste;
- abbigliamento;
- equipaggiamento;
- scorte idro-alimentari;
- ecc...

Altra cosa a cui vien data importanza sono i comportamenti:
- non manomettere la segnaletica;
- non lasciare rifiuti;
- evitare di far rumore;
- non molestare gli animali;
- non cogliere specie botaniche protette;
- ecc...

Altre regole sono ben chiare e definite dal nostro Codice Civile, le famose Responsabilità Civili, per citarne alcune:

- Art. 2043 Codice Civile: "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno".

Questo problema viene risolto, con le famose assicurazioni RC personali, ovvero le tessere assicurative delle varie associazioni, che ci coprono per i rischi specifici dell'attività che pratichiamo, definita nello statuto dell'associazione.

- Art. 2050 Codice Civile: "Chiunque cagiona danno ad altri, nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare i danno".

In questo caso la maggior tutela la ha chi è iscritto ad un albo tecnico ed ha quindi un tesserino tecnico con copertura assicurativa RCT per l'attività specifica pratica. Altra cosa che ci tutela è richiedere visita medica adeguata allo sport specifico.

- Art. 1229 Codice Civile: "Stabilisce che la tradizionale dichiarazione con cui il partecipante all'escursione, esonera da responsabilità l'associazione e/o l'accompagnatore e/o il capogita è nulla e inefficace ex legge".

Il che significa che tutte le liberatorie del mondo son valide solo fuori dai confini italiani, soprattutto se fatte in maniera semplicistica. Quindi per tutelarci al meglio, queste dovrebbero essere delle informative chiare, sui rischi dell'attività che pratichiamo, atte a dimostrare che il partecipante è stato informato su cosa sta andando incontro.

Al di là delle tutele legali, necessarie per non ritrovarsi nei guai, credo che l'aspetto più importante ed al quale spesso non vien dato adeguata importanza, sia quello di informare e dare strumenti adeguati a chi pratica l'attività specifica, per poter praticare lo sport in sicurezza.

Se si può dimostrare di aver attuato tutte le disposizioni necessarie per la sicurezza, nessuno potrà mai venirci a dire che abbiamo mancato nei confronti di chi pratica sport insieme a noi.

Lo so, sarebbe bello se non ci fossero tutte queste "menate" e se ognuno fosse spinto a responsabilizzarsi ed informarsi da solo sui rischi a cui va incontro, come avviene all'estero.

Quindi l'unica cosa da fare è cercare di fare le cose al meglio per non ritrovarsi in brutte situazioni e cercare di prevedere tutti i potenziali rischi ed informare chi pratica lo sport insieme a noi, dimostrando così la nostra professionalità. 

Paolo Iavagnilio

Istruttore Tecnico Nazionale ASC di Trail Running

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